Lega, da congresso ok a nuovo Statuto: più forza al segretario e al consiglio federale

Lega, da congresso ok a nuovo Statuto: più forza al segretario e al consiglio federale
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(Adnkronos) – Lo statuto della Lega, appena approvato dal congresso di Firenze, sostituisce il vecchio ‘regolamento’ del partito del novembre del 2018, che accompagnò la nascita della Lega per Salvini premier, la formazione sovranista e nazionalista, che prendeva di fatto il posto della vecchia Lega Nord, finita su un binario morto, a seguito dei guai giudiziari e della condanna per la truffa elettorale da 49 milioni.  Oggi quello statuto si aggiorna. Nel testo appare un cambio di rotta netto, che punta a una maggiore centralizzazione del potere nelle mani del segretario federale, che avrà più competenze e durata del mandato più ampia. Il segretario da oggi dura in carica 4 anni, invece, che 3, così come accade per il Consiglio Federale, il parlamentino della Lega, l’esecutivo che si riunisce almeno ogni tre mesi, per dare la linea del partito. Sempre di quattro anni è il tempo previsto per la convocazione ordinaria del prossimo congresso, atteso quindi nel 2029.  Tra gli articoli dello statuto ora modificati – con maggiore impatto politico – trovano posto quelli sui poteri del segretario. Il leader, infatti, ora può scegliersi 4 e non più solo 3 vice, pescandoli “tra i Soci Ordinari Militanti appartenenti 4 (quattro) articolazioni territoriali regionali diverse”. Facile immaginare che il prossimo Federale darà voce a nord del paese, centro, sud e isole con un vice che arriverà dalle quattro macro-regioni disegnate da Salvini. Mossa per rafforzare il radicamento degli ex lumbard in tutto lo Stivale. Una modifica normativa, questa relativa ai vice, dove risalta pure la sparizione del requisito di anzianità di militanza per i luogotenenti di Salvini (attualmente il vicario Crippa, Durigon e Stefani) per i quali prima era tassativa una pregressa “militanza superiore a 10 (dieci) anni”.  Il Consiglio federale poi viene ‘allargato’, dando posto “con diritto di voto e parola” ai vicesegretari del partito. A farne parte, restano i segretari di ciascuna articolazione territoriale regionale, per i quali però decade il vincolo di avere “almeno 50 (cinquanta) Soci Ordinari Militanti”. Dentro al federale pure i 22 membri eletti dal congresso, anche loro sgravati dall’anzianità di militanza. Spazio poi al coordinatore del movimento giovanile, che d’ora in poi avrà diritto di voto. Restano del gruppo “con il solo diritto di intervento, purché in regola con le norme sul tesseramento” i soci fondatori di ‘Lega per Salvini Premier’, il responsabile federale del tesseramento, il responsabile federale degli Enti locali, il presidente del gruppo alla Camera dei Deputati, il presidente del Gruppo al Senato della Repubblica, il capo-delegazione al Parlamento Europeo, i governatori regionali, il coordinatore dei Dipartimenti”.  Capitolo simbolo: lo scorso 9 gennaio, dopo cinque anni, Salvini aveva concluso l’iter di registrazione a suo nome di tre brevetti: uno per l’attuale simbolo ‘Lega per Salvini premier’, uno per il simbolo della ‘Lega’ con lo storico emblema di Alberto da Giussano, il guerriero con lo scudo e lo spadone, e uno che ritrae esclusivamente Alberto da Giussano. Oggi il nuovo statuto sul simbolo ribadisce le caratteristiche: “Il simbolo, allegato al presente Statuto – si legge all’art. 3- è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta ‘Lega per Salvini Premier’ in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco”. Vale a dire che non sono, almeno per via congressuale, previsti cambiamenti, tanto meno sul nome di Salvini che resta nel logo. Cambiamenti che sono però possibili in sede di Consiglio federale (comma 5 art.3), stavolta, punto non di poco conto, non prevedendo però più un’apposita modifica statutaria, ai sensi di quanto previsto dall’art. 19 dello statuto precedente. Nel nuovo statuto, inoltre, si ribadisce la necessità di ‘Scuole Quadri permanenti’ per la formazione politica dei militanti. Inoltre, la frequentazione di tali scuole è un requisito per la candidatura alle elezioni amministrative. Gli eletti e i membri con incarichi politici retribuiti sono obbligati a contribuire finanziariamente al partito e alle strutture territoriali, sottolineando una struttura più centralizzata nella gestione economica. Viene infatti aggiunto un punto specifico che a prevede sanzioni (“l’attivazione della procedura di cui all’articolo 34”) a fronte del mancato rispetto dei doveri previsti per gli eletti “di dedicare il tempo adeguato all’espletamento dell’incarico assunto e di contribuire al finanziamento della Lega per Salvini Premier e della articolazione territoriale regionale”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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